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Artists Making Books: Pages of Refuge

5 décembre 2024 à 17:35

La mostra Artists Making Books: Pages of Refuge all’American Academy di Roma è un vero e proprio nel mondo del libro d’artista, ambito di produzione e di sperimentazione che ha accompagnato i lavori di moltissimi artisti, dalle avanguardie del primo novecento del XX secolo in poi. Il libro d’artista ha rappresentato uno spazio di libertà, con la possibilità di utilizzare materiali, caratteri tipografici, formati fuori dai canoni tradizionali.

I lavori selezionati in mostra, molte delle opere provenienti dalle collezioni Consolandi e Aldobrandini che hanno collaborato al progetto, questo aspetto lo mettono ben in evidenza. Compresi in mostra sono lavori di artisti impegnati in ogni genere di formato e scala, da pittori, ad artisti concettuali, a film-makers. Ciascun libro è un modo diverso di conquistare uno spazio di libertà e di sperimentazione in una incredibile varietà di approcci.

“Guardando alle relazioni tra le avanguardie e la contemporaneità” leggiamo nel comunicato, “la mostra vuole evidenziare come il libro sia stato, e continui a essere, un oggetto di sperimentazione, un modo per resistere ai vincoli del mercato e creare, in definitiva, uno spazio di libertà in cui rifugiarsi. La selezione esposta traccia una possibile storia di come approcci radicali al libro abbiano portato ad adottare diverse soluzioni grafiche che sovvertono, inventano, rovesciano e celebrano le lettere, le parole, i testi e le forme di una pubblicazione”.

Libri di artisti delle prime avanguardie, come Natalia Goncharova, Tristan Tzara, Fortunato Depero, Marcel Duchamp, a quelli legati alla Pop Art Andy Warhol, Keith Haring, all’arte concettuale, come John Baldessari, avviano un percorso che arriva fino alle produzioni più recenti, alcune esposte nella bellissima cornice della libreria Barbara Goldsmith Rare Book Room, accessibile al pubblico unicamente in questa occasione.

Alcune delle produzioni in mostra appartengono infatti ad artisti che nel corso degli anni sono stati invitati in residenza, come Jenny Holzer, Kara Walker, Irma Boom, William Kentridge, Arturo Herrera. Presenti anche i lavori dei borsisti vincitori del Rome Prize come Eugene Berman (1959), Ana Mendieta (1984), Tony Cokes (2022), Rochelle Feinstein (2017), e Italian Fellows come Nico Vascellari (2008), Luca Vitone (2009), Marco Raparelli (2011) e Rä Di Martino (2018).

Il libro d’artista esce dai canoni tradizionali e diventa territorio prezioso di sperimentazione ed espressione, per le potenzialità dello spazio, della materia, della tipografia, e della possibilità di spingere tutto questo fuori dai propri confini, non in ultimo quelli che chiudono il libro in un involucro prezioso e poco accessibile. Il libro d’artista è un oggetto che i suoi autori hanno abitato, sovvertito, sperimentato, lo hanno reso accessibile. Non ha confini di genere. Basti pensare che la collezione di libri d’artista della Franklin Furnace, fondata da Martha Wilson nel 1976 a New York e poi donata al Museo MoMA nel 1993, era inclusa in una programmazione, per missione, indirizzata a lavori time-based, accanto a performance art e progetti site-specific.

La mostra ‘condensa tempi ed epoche differenti in un percorso che tiene fede al sottotitolo della mostra Pages of Refugee’ , così visualizza molto lucidamente gli obiettivi auspicati e raggiunti della mostra Asia Benedetti nel suo bellissimo e dettagliato articolo pubblicato sulla Rivista “Engramma” (Ottobre 2024). “La pagina”, prosegue Asia Benedetti, ”soprattutto nelle avanguardie storiche, diventa spazio alternativo in cui è possibile liberare la parola dall’egemonia del linguaggio verbale istituzionalizzato e invertire i significati prestabiliti. La sinergia tra testo, immagini, formato e materiale esprime una creatività a tutto tondo che si trasmette dalla copertina alla struttura interna”.

Le copertine, le pagine, le azioni (quelle depositate nel libro inteso come documento) e le collaborazioni, sono i raggruppamenti espositivi e concettuali che articolano, più che suddividere, la mostra che gode di una certa continuità anche nel percorso delle varie stanze che la ospitano.

Il viaggio nel mondo dei libri d’artista si apre con Twentysix Gasoline Stations di Ed Rusha, dono dell’artista all’American Academy nel 2001. Raccolta di immagini di stazioni di servizio appartenenti al paesaggio della Route 66 in California e un formato tutto sommato non troppo anti-convenzionale, questo modello di libro d’artista ha rappresentato un nuovo paradigma del libro: “visivo economico e portatile”, come ben spiega uno dei testi che accompagnano il visitatore in mostra e che ne curano un aspetto non così marginale, quello di accompagnare il visitatore per mano in questo viaggio. D’altro canto, per quanto la produzione di libri d’artista sia stata incredibilmente prolifica durante le prime avanguardie, ha preso piede ed è stata riconosciuta come genere a sé stante alla fine degli anni sessanta, inizio settanta.

Il libro, questo oggetto così piccolo agile e soprattutto accessibile, racconta momenti salienti dei suoi autori, del loro ruolo all’interno del contesto storico-artistico delle loro rispettive epoche.

La mostra ha il dichiarato intento di mettere a fuoco la contaminazione culturale tra Italia e Stati Uniti, in particolare di quella favorita attraverso l’American Academy a Roma. La accuratissima selezione dei lavori, tuttavia, non manca di offrire un panorama d’insieme piuttosto esaustivo attraverso artisti significativi e lavori rappresentativi di momenti chiave nell’ambito di ciascun percorso e del suo posizionamento nelle geografie creative del momento da dove si diramano le direzioni future, forti del privilegio di uno sguardo retrospettivo.

Artists Making Books: Pages of Refuge, a cura di Ilaria Puri Purini, Andrew Heiskell Arts Director e Sebastian Hierl, Drue Heinz Librarian, con Lexi Eberspacher, Programs Associate for the Arts e Johanne Affricot, Curator-at-Large dell’American Academy in Rome, fino al 07.12.2024 (apertura Venerdi – Sabato. 16.00 – 19.00). L’exhibition design è affidato allo studio di architettura Supervoid (Benjamin Gallegos Gabilondo, Marco Provinciali e Anna Livia Friel).
Artisti: Vincenzo Agnetti, Micol Assaël, Josef Albers, Giovanni Anselmo, Stefano Arienti, Fabio Barile, Balthus, Elisabetta Benassi, Eugene Berman (Resident 1957), Irma Blank, Alighiero Boetti, Agostino Bonalumi, Irma Boom (2018), André Breton, Alberto Burri, Alexander Calder, Canemorto, Chiara Camoni, Giuseppe Capogrossi, Maurizio Catellan, Alessandro Cicoria, Francesco Clemente, Tony Cokes (Fellow 2023), Gianluca Concialdi, Matthew Connors (Fellow 2025), Enzo Cucchi, Hanne Darboven, Giorgio de Chirico, Willem De Kooning, Michela De Mattei, Kimmah Dennis (Fellow 2025), Fortunato Depero, Rä Di Martino (Italian Fellow 2018), Marcel Duchamp, Nona Faustine (Fellow 2025), Rochelle Feinstein (Fellow 2018), Leonor Fini, Lucio Fontana, Allen Frame (Fellow 2018), Mario Gooden (Resident 2024), Natalia Goncharova, Keith Haring, Ann Hamilton (Resident 2017), Arturo Herrera (Resident 2024), Jenny Holzer (Resident 2004), ILIAZD, Emilio Isgrò, Isaac Julien (Resident 2016), Vassily Kandinsky, Alex Katz (Resident 1984), On Kawara, Ellsworth Kelly, William Kentridge (Resident 2011, 2016), Kiki Kogelnik, Jannis Kounellis, Maria Lai, Fernand Léger, Sol LeWitt, El Lissitzky, George Maciunas, Jackson Mac Low, Kazimir Malevich, Piero Manzoni, Franz Marc, Filippo Tommaso Marinetti, Henri Matisse, Mel Chin (Resident 2024), Julie Mehretu (Resident 2020), Ana Mendieta (Fellow 1984), Mario Merz, Sabrina Mezzaqui, Joan Mirò, Nelson Morpugo, Bruno Munari, Wangechi Mutu (Resident 2019), Francis Offman, Luigi Ontani, Giuseppe Penone, Gordon Powell (Fellow 1988), Pablo Picasso, Man Ray, Marco Raparelli (Italian Fellow 2011), Aleksandr Rodchenko, Olga Rozanova, Ed Ruscha, Kay Sage, Alberto Savinio, Kurt Schwitters, Dread Scott (Fellow 2024), Dorothea Tanning, Tricia Treacy (Fellow 2018), Richard Tuttle, Cy Twombly, Tristan Tzara, Grazia Varisco, Nico Vascellari (Italian Fellow 2008), Elihu Vedder, Luca Vitone (Italian Fellow 2009), Kara Walker (Resident 2016), Andy Warhol, Laurence Weiner, Francesca Woodman, Xu Bing (Resident 2024), La Monte Young.

Immagini: Artists Making Books: Pages of Refuge, American Academy, Roma, panoramica di mostra (2) Artists Making Books: Pages of Refuge, American Academy, Roma, panoramica di mostra, Barbara Goldsmith Rare Book Room (3) William Kentridge  , Portage, 2000 , Courtesy Collezione Privata, Ph. Alessandro Lui (4-5)  Artists Making Books: Pages of Refuge, American Academy, Roma, panoramica di mostra (6) Artists Making Books: Pages of Refuge, American Academy, Roma, panoramica di mostra, Barbara Goldsmith Rare Book Room, dettaglio

 

 

 

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Nobilis Golden Moon

13 avril 2024 à 18:35

Il 22 marzo negli spazi dell’Auditorium del Museo MAXXI di Roma, in una sala gremita di gente, Acqua Foundation ha presentato per la prima volta a Roma Nobilis Golden Moon, film di Maria Grazia Pontorno, artista che da tempo indaga il confine tra naturale e artificiale, inizialmente attenta alla sperimentazione digitale in 3D, da qualche tempo allargando il suo sguardo verso la ricerca al confine tra arte e scienza.

Nobilis Golden Moon è stato girato a cavallo tra due pandemie, due lune piene e due città: Valencia e Sant’Antioco. Il corto è stato presentato per Maritima01 e promosso dall’Associazione Culturale Art Made di Elena Posokhova con sede a Valencia, sviluppato in collaborazione con istituzioni come la University of Valencia, the French Institute, the EASD, the Nau or Carmen Center of Comteporanry Culture e con la partnership della Acqua Foundation.

La Pinna Nobilis è il più grande mollusco bivalve del Mediterraneo. La Pinna Nobilis, nota anche come “Sentinella del Mediterraneo” supera il metro di altezza, a rischio di scomparsa per una malattia pandemica. Da questo mollusco è ricavato il bisso, una fibra tessile utilizzata anche nell’antichità per tessere tessuti pregiati.

La prima tappa di Maria Grazia Pontorno, a Valencia, è scandita dal primo plenilunio. Qui un gruppo di scienziati cerca soluzioni per combattere l’ estinzione della Pinna Nobilis con il progetto LIFE PINNARCA che porta assieme ricercatori da tutta Europa. Jose Tena e Jose Rafael Garcia March, parte del progetto, raccontano come, attraverso lo studio di alcuni esemplari tenuti in cattività nelle vasche dei loro laboratori, cerchino di riprodurli in un ambiente protetto, oltre ad indagare quali fattori nelle componenti marine siano causa della loro estinzione.

La seconda tappa, del viaggio, in concomitanza con il secondo plenilunio, è a Sant’Antioco in Sardegna dove vive Chiara Vigo, l’ ultima sacerdotessa del bisso, che questo mollusco lo conosce meglio di chiunque altro al mondo. È qui e con lei che si conserva il segreto della sua lavorazione, raccogliendo il testimone dalla nonna. L’estrazione e la lavorazione di questo filo sacro porta assieme abilità artigiane e pratiche esoteriche. Entrare in questa lavorazione significa intraprendere un vero e proprio viaggio tra scienza e magia.

La sacerdotessa chiarisce l’importanza della presenza di questo mollusco, depuratore delle acque da impurità inquinanti chiarendo il suo interesse scientifico. La ghiandola sebacea che attraversa il mantello della Pinna Nobilis, spiega la sacerdotessa a Mariagrazia Pontorno, espelle una bava che a contatto con l’acqua marina si solidifica per diventare seta purissima. «Il bisso è l’anima dell’acqua e l’uomo senza acqua non può sopravvivere», dice Chiara Vigo nei toni di una profezia. Il racconto si dispiega attento a non liberare nessuna traccia del segreto che lega la lavorazione del bisso ad una tradizione orale tramandata in un passaggio che avviene in un rituale elettivo esclusivo. «La trasmissione orale è fatta di anima che si coltiva in una vita intera. È un’anima che cresce con piccole cose grandi gesti, situazioni che gli altri non devono capire, segreto fra nonna e nipote».

Con questo dialogo dove scienza ed esoterismo convergono nella magia della tradizione e del paesaggio sardi, il film arriva al suo ultimo capitolo. Il viaggio non finisce. Prosegue tra tutto ciò che il film portato alla nostra conoscenza: la Pinna Nobilis, l’importanza del suo ruolo nell’ecosistema, la sua trasformazione nella vita inanimata degli oggetti, come i tessuti ricamati con il sacro bisso. Il film è l’incontro tra uomo e natura, tra arti e scienza, il tutto sigillato da un rituale intriso di conoscenza, esperienza e magia.

Mariagrazia Pontorno, Nobilis Golden Moon, (Volume I della Trilogia del Pensiero Magico), 2020
Il film è stato prodotto da Acqua Foundation e Maritima01

immagini (tutte): Mariagrazia Pontorno, Nobilis Golden Moon, 2020, fermo immagine da film, 50′

 

 

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